lunedì 4 febbraio 2013

Monsignor Lefebvre. « Domine dilexi decorem domus ttiae et gloriam habitationis tuae »...

Giubileo sacerdotale
Parigi, 23 settembre 1979
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Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.
Fratelli carissimi, permettetemi, prima di iniziare le poche parole che vorrei rivolgervi nell'occasione di questa bella cerimonia, di ringraziare quanti hanno contribuito alla sua magnifica riuscita.
Personalmente, in occasione del mio giubileo sacerdotale, avevo pensato di fare una riunione attorno all'altare di Ecône in modo discreto e privato, ma il clero di S. Nicolas-du-Chardonnet e i cari sacerdoti che mi circondano hanno tanto insistito affinché permettessi a tutti coloro che lo
desiderassero di unirsi al mio ringraziamento e alla mia preghiera, che non ho potuto rifiutare. È per questo che oggi siamo riuniti così numerosi, venuti dappertutto, dall'America, da tutti i paesi dell'Europa libera, ancora liberi. Ed eccoci riuniti in occasione di questo giubileo sacerdotale.
Ed allora, come definire questa riunione, questa manifestazione, questa cerimonia? Un omaggio, un omaggio della vostra fede nel sacerdozio cattolico e nella santa Messa cattolica.
Penso realmente che è per questo che siete venuti, per manifestare il vostro attaccamento alla Chiesa cattolica e al più bel tesoro, al dono più sublime che Dio ha fatto agli uomini : il sacerdozio, ed il sacerdozio per il sacrificio, per il sacrificio di Nostro Signore continuato sugli altari.
Ecco perché siete venuti ed ecco perché siamo oggi circondati da un così gran numero di sacerdoti, venuti anche loro da ogni luogo, e che sarebbero stati molto più numerosi se non fosse domenica; infatti è loro dovere assicurare la santa Messa ai fedeli, ma il loro cuore è unito a noi, come ci hanno assicurato.
Vorrei tratteggiare, se permettete, qualche episodio di cui sono stato testimone durante la mia esistenza, durante questo mezzo secolo, per ben mostrare l'importanza che la Messa della Chiesa cattolica ha nella nostra vita, nella vita di un sacerdote, in quella di un vescovo e della Chiesa.
Giovane seminarista a Santa Chiara, al seminario francese di Roma, ci insegnavano l'amore per le cerimonie liturgiche. Ebbi, allora, il privilegio d'essere cerimoniere, (quello che chiamiamo il « primo cerimoniere » ) preceduto, d'altra parte, in questa carica da mons. Lebrun, già vescovo di Autun, e da mons. Ancel, tuttora ausiliare di Lione. Ero, dunque, primo cerimoniere sotto la dirczione del caro e reverendo padre Haegy, conosciuto per la sua competenza liturgica. Amavamo preparare l'altare e le cerimonie e, la vigilia dello svolgimento di un'importante cerimonia, era per noi una grande festa.
Abbiamo così imparato, ancora giovane seminarista, ad amare l'altare.
« Domine dilexi decorem domus ttiae et gloriam habitationis tuae ». È il versetto che recitiamo quando ci laviamo le mani all'altare. « Sì, Signore, ho amato lo splendore del vostro tempio, ho amato la gloria della vostra abitazione ».
Ecco cosa ci insegnavano al seminario francese di Roma, sotto la prestigiosa direzione del caro e reverendo padre Le Floch, padre amatissimo, padre che ci ha insegnato a vedere chiaro negli avvenimenti dell'epoca, commentandoci le encicliche dei papi.
Ordinato sacerdote nella cappella del Sacro Cuore di via Royale a Lille, il 21 settembre 1929 da mons. Liénart, partivo due anni dopo in missione per raggiungere mio fratello, che era già nel Gabon, e là incominciai ad imparare ciò che era la Messa.
Certamente conoscevo, per gli studi fatti, questo grande mistero della nostra fede, ma non ne avevo compreso tutto il valore, l'efficacia e la profondità. Ciò lo vissi giorno per giorno, anno per anno, in Africa e particolarmente nel Gabon dove trascorsi 13 anni della mia vita missionaria, prima nel seminario, poi nella savana, in mezzo agli africani, tra gli indigeni.
E là ho visto, sì, ho visto ciò che poteva la grazia della santa Méssa nelle anime sante di certi nostri catechisti. Quelle anime pagane, trasformate dalla grazia del battesimo, dall'assistenza alla Messa e dalla santa Eucarestia, comprendevano il mistero del Sacrificio della Croce e s'univano a Nostro Signore Gesù Cristo; nella sofferenza della sua Croce, offrivano i loro sacrifici e i loro patimenti con Nostro Signore Gesù Cristo, vivendo cristianamente.
Posso citare dei nomi: Paul Ossima di Ndjolé, Eugène Ndonc di Lambaréné, Marcel Mebale di Donguila e, continuando con un nome del Sénégal, il signor Forster, tesoriere di questo paese, scelto a ricoprire questa carica così importante dai suoi pari e dagli stessi musulmani per la sua onestà e integrità.
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 Uomini che la grazia della Messa ha suscitato. Uomini che assistevano ogni giorno alla Messa, si comunicavano con fervore e che sono diventati modello agli altri, senza contare gli innumerevoli cristiani e cristiane trasformati dalla grazia.
Ho potuto vedere villaggi di pagani divenuti cristiani trasformarsi non solo spiritualmente e sovrannaturalmente, ma anche fisicamente, socialmente, economicamente, politicamente; trasformarsi perché quelle persone, da pagane che erano, diventavano coscienti della necessità di compiere il loro dovere malgrado le prove ed i sacrifici, di mantenere i loro impegni e particolarmente gli obblighi del matrimonio. Allora il villaggio si trasformava poco alla volta sotto l'influenza della grazia e del santo Sacrificio della Messa ; e tutti quei villaggi volevano avere la propria cappella e la visita del Padre. La visita del missionario! Come era attesa con impazienza per poter assistere alla santa Messa, potersi confessare e comunicare... Delle anime si consacravano a Dio; dei religiosi, delle religiose, dei sacerdoti si offrivano e si consacravano a Lui. Ecco i frutti della santa Messa.
Perché lutto questo?
Bisogna, infine, che studiamo un po' i motivi profondi di questa trasformazione: è il Sacrificio.

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La nozione di sacrificio è una nozione profondamente cristiana e profondamente cattolica. La nostra vita non può fare a meno del sacrificio da quando Nostro Signore Gesù Cristo, Dio stesso, ha voluto prendere un corpo come il nostro e dirci: «Seguitemi. Prendete la vostra croce e seguitemi se volete essere salvati», e ci ha dato l'esempio della
sua morte in croce ed ha sparso il suo sangue. Oseremmo noi, sue povere creature, peccatori che siamo, non seguire Nostro Signore sulla via del suo sacrificio e della sua croce?
Questo è tutto il mistero della civiltà cristiana, della civiltà cattolica : la comprensione del sacrificio nella propria vita, nella vita quotidiana, e l'intelligenza della sofferenza cristiana; non considerare più la sofferenza come un male, come un dolore insopportabile, ma condividere le proprie pene e malattie con le sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo, guardando la Croce, assistendo alla santa Messa che è la continuazione della passione di Nostro Signore sul Calvario.
Comprendere la sofferenza: allora la sofferenza diventa una gioia, diventa un tesoro perché queste sofferenze unite a quelle di Nostro Signore, unite a quelle di tutti i martiri, di tutti i santi, di tutti i cattolici, di tutti i fedeli che soffrono nel mondo, unite alla Croce di Nostro Signore diventano un tesoro inesprimibile, un tesoro ineffabile, diventano d'una efficacia straordinaria per la conversione delle anime, per la salvezza della nostra anima. Tante anime sante, cristiane, hanno anche desiderato soffrire, hanno desiderato la sofferenza per unirsi ancora di più alla Croce di Nostro Signore Gesù Cristo. Questa è la civiltà cristiana.
Beati quelli che soffrono per la santità, beati i poveri, beati i miti, beati i misericordiosi, beati i pacifici, questo è l'insegnamento della Croce, questo ci insegna Nostro Signore Gesù Cristo dalla sua Croce.
La civiltà cristiana, penetrata in questi paesi ancora recentemente pagani, li ha trasformati, li ha spinti a volersi dare governanti cattolici. L'ho constatato io stesso conoscendo alcuni dirigenti di questi paesi cattolici. Il popolo cattolico desiderava avere capi cattolici affinché sottomettessero anche il loro governo e tutte le leggi del paese a quello di Nostro Signore Gesù Cristo, al decalogo.
Se la Francia in quel momento, la Francia detta cattolica, avesse realmente adempiuto il suo ruolo di potenza cattolica, avrebbe sostenuto in ben altro modo questi paesi nella loro fede; se lo avesse fatto, non sarebbero come ora tutti minacciati dal comunismo ; l'Africa non sarebbe quella che è ora. La colpa di ciò non è tanto degli africani, ma piuttosto dei paesi colonizzatori che non seppero approfittare della fede cattolica che si radicava nei popoli africani, per conservare ed esercitare
un'influenza fraterna che li avrebbe aiutati a mantenere la fede ed a scacciare il comunismo.
Se gettiamo ora uno sguardo alla storia, ciò che vi ho detto si svolse già nei primi secoli dopo Costantino, nei nostri stessi paesi. Noi ci siamo convertiti, i nostri antenati e i capi delle nazioni si sono conver-titi offrendo, per secoli interi, i loro paesi a Nostro Signore Gesù Cristo e, sottomettendoli alla croce di Gesù, hanno voluto che Maria ne fosse la Regina.
Possiamo leggere gli scritti ammirabili di sant'Edoardo, re d'Inghilterra; di san Luigi, re di Francia; di sant'Enrico, re di Germania; di santa Elisabetta d'Ungheria e di tutti i santi che hanno retto i nostri paesi cattolici ed hanno fatto la cristianità.
Quanta fede, allora, nella santa Messa ! San Luigi, re di Francia, serviva due Messe ogni giorno e quando viaggiava e sentiva la campana annunciante la consacrazione, smontava da cavallo o scendeva dalla carrozza per inginocchiarsi in adorazione. Ecco cos'era la civiltà cattolica. Ah ! ne siamo ben lontani !
Un altro fatto da evocare dopo questi squarci sulla civiltà cristiana, sia in Africa che nella nostra storia (e particolarmente nella storia di Francia) è il considerevole avvenimento, svoltosi recentemente nella Chiesa, ch'è il Vaticano II.
Dobbiamo constatare che i nemici della Chiesa sanno, forse meglio di noi, quanto vale una Messa cattolica. In merito è stato scritto un poema in cui si prestano a Satana delle parole che manifestano come tremi ogni volta che una Messa, una vera Messa cattolica, viene celebrata, perché questa gli ricorda la Croce, ed egli sa bene di essere stato vinto per suo mezzo. Così i nemici della Chiesa, quanti fanno messe sacrileghe nelle sette ben note, e i comunisti stessi, conoscono bene il valore di una Messa e il valore di una Messa cattolica.
 
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Mi hanno detto, recentemente, che in Polonia gli ispettori del culto del partito comunista sorvegliano e perseguitano i sacerdoti polacchi che celebrano la Messa di sempre, ma lasciano tranquilli quelli che dicono la nuova; gli stranieri, invece, possono dire la Messa che vogliono, per dare l'impressione di libertà, ma i sacerdoti polacchi, quelli che desiderano restare fedeli alla Tradizione, sono perseguitati.
Leggevo, anche, il documento di « Pax » trasmessomi dalla nunziatura nel giugno 1963, a nome del cardinale Wyszyński. Il documento diceva : « Credono che noi abbiamo la libertà, si fa credere che l'abbiamo; sono i sacerdoti affiliati a Pax, devoti al governo comunista, che diffondono queste voci perché hanno la stampa a loro favore; anche la stampa progressista francese li sostiene. Ma non è vero, noi non abbiamo la libertà ».
Il cardinale Wyszyński, precisando la situazione, diceva che nei campi della gioventù organizzati dal partito comunista, la domenica si metteva del filo spinato per impedire di andare alla Messa, e che le colonie di vacanze dirette dai sacerdoti cattolici venivano sorvegliate con elicotteri per vedere se i ragazzi andavano a Messa.
Perché? Perché questo bisogno di sorvegliare dei bambini che vanno a Messa? Perché sanno che la Messa è essenzialmente anti-comunista e non può non esserlo? Cos'è il comunismo? Il comunismo è : « tutto per il partito e tutto per la rivoluzione ». La Messa è : « tutto per Dio » — il che non è la stessa cosa — « tutto per Dio ».
La Messa cattolica s'oppone al programma dei partiti, che è un programma satanico: ecco le ragioni profonde di ciò che è la Messa, il sacrificio.
Ora, lo sapete bene, abbiamo tutti delle prove, delle difficoltà nella vita, nella nostra esistenza ed abbiamo bisogno di sapere perché soffriamo, perché queste prove, perché questi dolori, queste tribolazioni; perché questi cattolici, queste persone stese sui giacigli? Gli ospedali pieni di ammalati, perché? Perché?
Il cristiano risponde: per unire le mie sofferenze a quelle di Nostro Signore Gesù Cristo sul santo altare e così partecipare all'opera di redenzione di Nostro Signore, meritare per me e per le anime la salvezza del Ciclo.
Quando i nemici della Chiesa si sono infiltrati nel concilio, il primo obiettivo è stato di demolire e distruggere, nella misura del possibile, la Messa.
Potete leggere i libri del cattolico inglese Michel Davies, che ha scritto opere molto belle per dimostrare come la riforma liturgica del Vaticano II assomiglia esattamente a quella che s'è prodotta ai tempi di Cranmer, fin dalla nascita del protestantesimo inglese; esattamente.
Se si legge la storia della trasformazione liturgica, operata anche da Lutero, ci si accorge che è stato seguito lentamente, ma esattamente, lo stesso procedimento, seppure sotto apparenze ancora buone ed esteriormente cattoliche. Hanno tolto proprio dalla Messa ciò che fa il suo carattere sacrificale, il suo carattere di redenzione dal peccato mediante il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, la vittima che è Nostro Signore Gesù Cristo. Hanno fatto della Messa una semplice assemblea tra le tante, presieduta dal sacerdote. Non è questa la Messa.
Perciò non è sorprendente che la Croce non trionfi più, perché il sacrificio non trionfa più e gli uomini non hanno altri pensieri che accrescere il loro tenore di vita, cercare denaro, ricchezze, piaceri, conforti e agevolazioni terrene, e perdono così il senso del sacrificio.
Cosa dobbiamo fare? Miei cari fratelli, sì, approfondiamo questo grande mistero della Messa.

Ebbene! Penso di poter affermare che dobbiamo fare UNA CROCIATA basata sul santo Sacrificio della Messa, sul sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, fondata su i questa roccia invincibile e su questa sorgente inesauribile di grazie che è il santo Sacrificio della Messa.
È quanto vediamo ogni giorno. Voi siete presenti perché amate il santo Sacrificio della Messa, Questi giovani chierici del seminario di Ecône, degli Stati Uniti, della Germania, perché sono venuti?
Vengono nei nostri seminari per la santa Messa, per la santa Messa di sempre che è la fonte delle grazie, la fonte dello Spirito Santo e della civiltà cristiana. È questo che fa un sacerdote.
Dobbiamo fare una crociata, una crociata fondata, precisamente, su queste nozioni di sempre, di sacrificio, per restaurare la cristianità; rifare una cristianità come la Chiesa la desidera, come l’ha sempre fatta con gli stessi principi, lo stesso sacrificio della Messa, gli stessi sacramenti, lo stesso catechismo, la stessa Bibbia.
Dobbiamo ricreare questa cristianità. Siete voi, miei fratelli carissimi, che siete il sale della terra, voi che siete la luce del mondo, voi ai quali Nostro Signore Gesù Cristo si rivolge dicendovi: « Non perdete il frutto del mio sangue, non abbandonate il mio Calvario, non abbandonate il mio Sacrificio». E la Vergine Maria, ai piedi della Croce, ve lo ripete. Lei che ha il cuore trafitto, colmo di sofferenze e di dolore, ugualmente pieno di gioia nell'unirsi al Sacrificio del suo divin Figlio, vi ripete : « Siate cristiani, siate cattolici ».
Non lasciamoci allettare da tutte le idee mondane, da tutte le correnti del mondo che trascinano verso il peccato e l'inferno. Se vogliamo andare in Cielo, dobbiamo seguire Nostro Signore Gesù Cristo, portare la nostra croce e seguire Nostro Signore Gesù Cristo; imitarlo nella sua Croce, nella sua sofferenza, nel suo sacrificio.
Allora domando ai giovani, presenti in questa sala, di farsi spiegare dai sacerdoti queste cose così belle, così grandi, in modo che scelgano nella loro vocazione, qualunque sia: di sacerdoti, di religiosi o religiose, di sposi... Sposati con il sacramento del matrimonio e dunque nella croce e nel sangue di Gesù Cristo; sposati nella grazia di Nostro Signore Gesù Cristo, affinché comprendano la grandezza del matrimonio e vi si preparino degnamente con la purezza, la castità, la preghiera e la riflessione.
Non si lascino imbrigliare da tutte le passioni che agitano il mondo. Crociata di giovani che devono ricercare il vero ideale. Crociata, anche, di famiglie cristiane. Famiglie cristiane qui riunite, consacratevi al Cuore di Gesù, al Cuore eucaristico di Gesù, al Cuore Immacolato di Maria. Pregate in famiglia. Oh! so che molti di voi lo fanno, ma che ve ne siano sempre di più che lo facciano con fervore. Che veramente Nostro Signore regni nelle vostre case.
Allontanate, ve ne supplico, tutto ciò che impedisce ai bambini di nascere nel vostro focolare. Non c'è dono più bello che il Buon Dio possa farvi che avere tanti figli. Abbiate famiglie numerose; la famiglia numerosa è gloria della Chiesa cattolica: lo è stata in Canada, in Olanda, in Svizzera, in Francia, ovunque le famiglie numerose sono state la gioia e la prosperità della Chiesa. I vostri figli sono altrettanti eletti per il Ciclo. Allora non limitate, ve ne supplico, i doni di Dio ; non ascoltate gli slogans abominevoli che distruggono la famiglia e l'unione familiare, e che provocano il divorzio.
Vi auguro, in questi tempi così tormentati, in questa atmosfera così deleteria delle città in cui viviamo, di ritornare alla campagna quando è possibile. La terra è sana, la terra insegna a conoscere Dio, la terra avvicina a Dio, equilibra i temperamenti e i caratteri, incoraggia i giovani al lavoro.
E se è necessario, ebbene! insegnerete voi stessi ai vostri figli. Se le scuole li corrompono, cosa farete?
Li affiderete ai corruttori? a quelli che insegnano abominevoli pratiche sessuali nelle scuole? Scuole cattoliche di religiosi e di suore dove si insegna il peccato, né più né meno. Nella pratica si insegnano queste cose ai ragazzi, si corrompono dalla loro più tenera età. E voi lo sopportate? È impossibile.
Meglio che i vostri figli siano poveri; meglio che i vostri figli siano allontanati da tutta la scienza apparente che il mondo possiede, ma che siano dei bravi ragazzi, ragazzi cristiani e cattolici, ragazzi che amano la loro santa religione, che amano pregare e lavorare, che amano la natura fatta dal Buon Dio.
Infine, crociata del capi di famiglia. Voi che siete capi di famiglia, avete una grande responsabilità nel vostro paese. Non avete il diritto di lasciarlo invadere dal socialismo e dal comunismo. Non ne avete il diritto, o non siete più cattolici. Dovete combattere durante le elezioni per aver sindaci e deputati cattolici, cercare la santità, mostrare la santità, la grazia che opera nelle vostre anime e nei vostri cuori, questa
grazia che ricevete mediante il sacramento dell'Eucarestia e la santa Messa che offrite. Voi soli potete offrirla !
Termino, fratelli carissimi, con ciò che chiamerei un po' il mio testamento. Testamento è una parola grande, perché vorrei che questo sia l'eco del testamento di Nostro Signore : « NOVI ET AETERNI TESTAMENTI ».
« NOVI ET AETERNI TESTAMENTI » ; è il sacerdote che recita queste parole alla consacrazione del preziosissimo sangue : « HIC EST CALIX SANGUINIS MEI, NOVI ET AETERNI TESTAMENTI », l'eredità che Gesù Cristo ci ha dato è il suo sacrificio, il suo sangue, la sua croce. E ciò è il fermento di tutta la civiltà cristiana e di quanto ci deve condurre al Cielo.
Anch'io vi dico : per la gloria della santissima Trinità, per l'amore di Nostro Signore Gesù Cristo, per la devozione alla santissima Vergine Maria, per l'amore della Chiesa, per l'amore del Papa, per l'amore dei vescovi, dei sacerdoti, di tutti i fedeli, per la salvezza del mondo, per la salvezza delle anime, custodite questo testamento di Nostro Signore Gesù Cristo!
Custodite il Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo! Mantenete la Messa di sempre!
E vedrete la civiltà cristiana rifiorire, civiltà che non è per questo, mondo, ma civiltà che conduce alla città cattolica, e questa città cattolica è la città cattolica del Ciclo che prepara. Non è fatta per altra cosa, la città cattolica di quaggiù, non è fatta per altra cosa che per la città cattolica del Ciclo.
Allora, custodendo il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo e il suo Sacrificio, conservando questa Messa, Messa che ci è stata lasciata dai nostri predecessori, Messa tramandataci dagli Apostoli ad oggi — e tra qualche istante pronuncerò queste parole sul calice della mia ordinazione; come volete che pronunci sul calice della mia ordinazione altre parole che quelle pronunciate cinquant'anni fa sullo stesso calice? È impossibile, non posso cambiarle — allora continueremo a dire le parole della consacrazione come i nostri predecessori ce l'hanno insegnato, come i papi, : i vescovi ed i sacerdoti che sono stati nostri educatori lo hanno fatto, affinché nostro Signore regni e le anime siano salvate per l'intercessione della nostra Buona Madre del Cielo.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.
Traduzione dal testo ufficiale in francese, per gentile concessione della rivista « Fideliter », N. D. du Pointet, Broùt-Vernet, F 03110 Escurolles (Francia).

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